La spiaggia ecologica è un vantaggio competitivo per il turismo.
Sarà vincente, chi sceglierà di andare verso la modernità con il nuovo modello ambientale.
I concessionari saranno premiati, non solo sotto l’aspetto autorizzativo, normativo, ambientale e qualitativo, ma anche reputazionale, perché il fenomeno delle spiagge ecosostenibili è la direttrice strategica per il successo delle località balneari che vorranno creare valore.
Cercheremo di capire di cosa stiamo parlando con Rosa Di Terlizzi:
“La Spiaggia Ecologica è un ecosistema costiero gestito secondo principi di sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità e fruizione responsabile, nel rispetto delle linee guida ISPRA e della normativa regionale vigente.”
La “spiaggia ecologica” non è più solo una buona pratica ambientale, ma sta diventando un obbligo derivante da norme europee, nazionali e regionali.
La Regione Puglia negli ultimi anni ha costruito un impianto normativo e tecnico molto avanzato sulla gestione ecologica degli arenili, basato principalmente su due documenti:
- le “Linee Guida per la Gestione delle Biomasse Vegetali Spiaggiate” (D.G.R. 822/2022);
- le “Linee Guida per la manutenzione stagionale delle spiagge” (D.G.R. 657/2020 e successive modifiche).
Questi documenti sono oggi il riferimento operativo per:
Comuni costieri;
concessionari balneari;
operatori ambientali;
progettisti;
uffici demanio;
ARPA e Capitanerie.
La logica di fondo delle Linee Guida pugliesi.
La Regione ha sostanzialmente recepito e trasformato in procedure amministrative il modello ISPRA/SNPA della “spiaggia ecologica”.
Il principio chiave è:
la Posidonia spiaggiata e le biomasse naturali non sono automaticamente “rifiuti”, ma componenti dell’ecosistema costiero.
Questo cambia completamente l’approccio alla pulizia degli arenili.
Cosa prevedono concretamente
- Le biomasse vegetali NON vanno rimosse automaticamente
Le linee guida individuano varie “opzioni di gestione” delle biomasse vegetali spiaggiate (BVS), privilegiando sempre la conservazione in loco
- La priorità è mantenere la Posidonia sulla spiaggia
Le Linee Guida stabiliscono chiaramente che:
il mantenimento in loco è la soluzione preferibile;
la Posidonia protegge dall’erosione;
stabilizza i sedimenti;
favorisce biodiversità e resilienza costiera.
Questo è il cuore del concetto di “spiaggia ecologica”.
- Pulizia sì, ma selettiva
Le Linee Guida distinguono:
rifiuti antropici → da rimuovere;
materiale naturale → da preservare ove possibile.
Quindi:
plastica, vetro, lattine, mozziconi → raccolta obbligatoria;
legni naturali, Posidonia, materiale organico → gestione ecologica.
- Forti limiti alla meccanizzazione
La Regione scoraggia:
vagliatura intensiva;
ruspe invasive;
fresatura profonda;
livellamento artificiale continuo.
Perché:
compattano la sabbia;
distruggono microfauna;
alterano dune e habitat;
accelerano erosione.
- Protezione delle dune
Le dune vengono considerate infrastrutture naturali strategiche.
Le Linee Guida prevedono:
delimitazioni leggere;
passerelle removibili;
divieto di calpestio diffuso;
rinaturalizzazione;
protezione della vegetazione psammofila.
- Procedure amministrative semplificate
Uno degli obiettivi regionali era semplificare gli interventi per i balneari.
In molti casi:
basta comunicazione preventiva;
non serve autorizzazione complessa;
sono previste procedure accelerate dopo mareggiate.
Tuttavia:
nei siti Natura 2000 serve VINCA;
nelle aree protette serve nullaosta;
ARPA e Capitaneria mantengono funzioni di controllo.
- La Regione Puglia promuove esplicitamente il modello “spiaggia ecologica”
Le Linee Guida del 2022 parlano espressamente di:
gestione ecosostenibile;
sensibilizzazione ambientale;
valorizzazione della Posidonia;
economia circolare;
riduzione dell’impatto antropico.
In pratica: la “spiaggia perfettamente rasata” non è più il modello di riferimento regionale.
Aspetti molto importanti per un lido per essere coerente con la normativa pugliese:
limitare la rimozione della Posidonia;
evitare vagliature profonde;
utilizzare pulizia manuale selettiva;
proteggere dune e vegetazione;
usare strutture removibili;
predisporre informazione ambientale.
Evitare:
ruspe quotidiane;
spiaggia “sterilizzata”;
eliminazione totale del materiale organico;
livellamenti continui;
cementificazioni leggere diffuse.
Aspetto strategico: oggi è anche un vantaggio competitivo
La Regione sta andando verso:
concessioni più orientate alla sostenibilità;
criteri ESG;
premialità ambientali;
turismo naturalistico;
compatibilità climatica.
Perciò il modello “spiaggia ecologica” non è solo ambientale: sta diventando anche amministrativo e turistico.
Il punto più innovativo delle Linee Guida pugliesi:
la Posidonia non è vista come un problema da smaltire, ma come una infrastruttura naturale costiera.
È un cambio culturale enorme rispetto al passato.
- Direttiva Habitat (92/43/CEE)
La Unione Europea con la Direttiva Habitat tutela:
habitat naturali;
flora;
fauna;
ecosistemi costieri e marini.
Per le spiagge significa:
Sono habitat protetti:
dune costiere;
vegetazione psammofila;
lagune costiere;
praterie di Posidonia oceanica;
sistemi retrodunali.
La Posidonia non è vista solo come “pianta marina”, ma come:
habitat prioritario;
infrastruttura naturale anti-erosione;
nursery biologica marina.
Implicazioni pratiche
Se un lido opera:
in SIC/ZSC;
in area Natura 2000;
vicino a habitat dunali;
qualsiasi intervento invasivo può richiedere:
Valutazione di Incidenza (VINCA);
verifica compatibilità habitat;misure compensative.
- Direttiva Uccelli (2009/147/CE)
La Direttiva Uccelli tutela:
avifauna migratoria;
nidificazione;
habitat costieri;
zone umide e retrodunali.
Per le spiagge significa:
Sono rilevanti:
spiagge naturali;
dune;
aree retrodunali;
zone umide costiere.
Perché ospitano:
fratino;
corriere piccolo;
sterne;
gabbiani;
limicoli migratori.
Conseguenze operative
La pulizia meccanica aggressiva:
distrugge nidi;
elimina habitat;
frammenta ecosistemi.
Per questo ISPRA e Regioni spingono:
pulizia selettiva;
limitazione mezzi meccanici;
zonizzazione ecologica;
chiusure temporanee di aree sensibili.
- Rete Natura 2000
Le due Direttive insieme generano la rete:
Natura 2000
composta da:
SIC;
ZSC;
ZPS.
Per gli stabilimenti balneari è fondamentale
Perché in molte coste pugliesi:
dune;
retrodune;
aree marine;
lagune costiere
ricadono dentro Natura 2000.
Quindi: la gestione della spiaggia non è più solo “demanio turistico”, ma anche gestione di habitat protetti.
- Legge Salvamare
La Legge Salvamare
ha introdotto un cambiamento enorme nella gestione dei rifiuti marini.
Aspetti chiave
- Rifiuti accidentalmente pescati
I pescatori possono conferire:
plastiche;
reti;
rifiuti marini
senza che diventino “rifiuti speciali a loro carico”.
- Campagne di pulizia
La legge favorisce:
pulizia spiagge;
citizen science;
educazione ambientale;
raccolta differenziata marina.
- Biomasse naturali ≠ rifiuti automatici
Questo punto è molto coerente con ISPRA e Regione Puglia:
biomasse naturali;
Posidonia;
materiale organico naturale
non devono essere trattati automaticamente come rifiuti urbani.
Impatto sui lidi
La Salvamare rafforza:
approccio ecosistemico;
economia circolare;
gestione selettiva;
riduzione conferimenti in discarica.
- Tavolo nazionale erosione costiera Regioni–ISPRA
È il coordinamento tecnico tra:
ISPRA
Regioni;
SNPA;
Autorità di bacino;
università;
Ministeri.
Obiettivo del tavolo
Passare da:
“difesa rigida della costa”
a:
“gestione adattiva ecosistemica”.
Cosa significa concretamente
Per anni si è pensato:
ruspe;
ripascimenti continui;
scogliere;
pulizia totale.
Oggi invece il Tavolo ISPRA-Regioni sostiene che:
dune;
Posidonia;
vegetazione costiera;
sedimenti naturali
sono le prime vere difese costiere.
Principio fondamentale del tavolo
Le biomasse spiaggiate sono parte del bilancio sedimentario costiero.
Questo è il punto chiave.
La Posidonia:
trattiene sabbia;
riduce energia ondosa;
stabilizza la battigia;
rallenta erosione.
Quindi rimuoverla sistematicamente: = aumentare l’erosione.
- Perché questo è cruciale oggi
Perché con:
cambiamento climatico;
innalzamento mare;
erosione accelerata;
eventi estremi;
le spiagge artificialmente “sterilizzate” stanno diventando sempre più fragili.
- La direzione europea è ormai chiarissima
La gestione costiera sta andando verso:
nature-based solutions;
adattamento climatico;
infrastrutture verdi;
turismo rigenerativo;
concessioni sostenibili.
E ISPRA sta diventando il principale riferimento tecnico nazionale.
Documento chiave da conoscere
Molto importante anche:
“Linee Guida SNPA per la gestione sostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate”
collegate direttamente:
alla Direttiva Habitat;
alla Strategia Marina;
alla lotta all’erosione.
In sintesi
Tutti questi strumenti normativi oggi sono profondamente collegati.
La “spiaggia ecologica” moderna nasce proprio dall’integrazione tra:
ISPRA;
Direttiva Habitat;
Direttiva Uccelli;
Natura 2000;
Legge Salvamare;
Linee Guida regionali;
Tavolo erosione costiera;
Strategia UE biodiversità e clima.
E stanno trasformando radicalmente il modo in cui si progetta e gestisce un litorale.
Molte spiagge del territorio di Vieste:
ricadono direttamente nella rete Natura 2000;
oppure sono funzionalmente connesse a habitat protetti;
oppure sono dentro il sistema ecologico del Parco del Gargano.
Conseguenza IMPORTANTISSIMA per gli stabilimenti balneari
Oggi a Vieste un lido tecnicamente dovrebbe essere gestito secondo:
Direttiva Habitat;
Direttiva Uccelli;
linee ISPRA;
DGR Puglia biomasse;
gestione erosione costiera;
principio di non deterioramento habitat.
Tradotto operativamente
Approccio coerente:
pulizia selettiva;
conservazione Posidonia;
tutela dune;
strutture reversibili;
riduzione illuminazione;
monitoraggio erosione;
gestione naturalistica.
Approccio sempre più problematico:
ruspe quotidiane;
spiaggia sterilizzata;
vagliatura intensiva;
dune spianate;
piattaforme permanenti;
eliminazione totale biomasse.
Punto cruciale
Dal punto di vista tecnico-ambientale, Vieste è probabilmente uno dei territori pugliesi dove il modello “spiaggia ecologica” è più giustificato scientificamente e più coerente normativamente
Aspetto strategico importante
Nel Gargano la sostenibilità ambientale sta diventando:
criterio reputazionale;
criterio autorizzativo;
possibile criterio premiale futuro per concessioni.
Quindi la “spiaggia ecologica” a Vieste non è più solo marketing: sta diventando il modello tecnico-amministrativo più coerente col territorio
Articolo molto interessante scritto con professionalità e passione. Complimenti.