Negli ultimi mesi l’apertura della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità è stata presentata come un passo importante per il potenziamento della sanità territoriale a Vieste. Tuttavia, secondo molti cittadini e secondo l’associazione La Sanità Negata, le criticità storiche non solo non sarebbero state risolte, ma in alcuni casi si sarebbero addirittura aggravate.
Dalla carenza di medici alle difficoltà dell’emergenza-urgenza, dalla radiologia disponibile solo al mattino ai disagi legati al trasferimento degli ambulatori dei medici di famiglia, passando per i problemi dei collegamenti, dei parcheggi e della comunicazione sui servizi realmente attivi, l’associazione denuncia una situazione che ritiene ancora lontana dagli standard che un territorio come Vieste merita.
A questo si aggiungono le preoccupazioni per la carenza di personale del 118 e del Punto di Primo Intervento, il limitato utilizzo di strumenti come la telemedicina e la telerefertazione e la richiesta di garantire condizioni di lavoro adeguate agli operatori sanitari.
Di tutto questo parleremo con il presidente dell’associazione La Sanità Negata, che chiede un confronto con la nuova direzione della ASL per ottenere risposte chiare e impegni concreti, con un obiettivo preciso: fare in modo che Vieste non venga più considerata una periferia sanitaria.
Di seguito l’intervista al presidente dell’associazione La Sanità Negata ed il suo appello all’evento del 29 e 30 luglio.