
(di Rosa Di Terlizzi)
VIESTE TRA OVERTOURISM E TURISMO DOMENICALE: CHI PAGA DAVVERO IL CONTO?
Due problemi distinti, che è utile tenere separati:
1.L’OVERTOURISM, cioè un numero complessivo di visitatori superiore alla capacità del territorio;
2.L’ESCURSIONISMO GIORNALIERO (“DAY TOURISM”), cioè persone che arrivano, usano i servizi pubblici e ripartono senza pernottare e con una spesa molto bassa sul territorio.
Il secondo fenomeno non è un problema perché le persone portano il pranzo da casa, comportamento perfettamente legittimo (vedere l’Ordinanza Balneare 2026).
Diventa invece un problema quando genera costi collettivi:
A. RIFIUTI
B. DEGRADO
C. OCCUPAZIONE ECCESSIVA DELLE SPIAGGE
D. PARCHEGGI SATURI
E. CONSUMO DI ACQUA
F. INTERVENTI DI PULIZIA
G.COMPORTAMENTI ILLEGALI come il campeggio abusivo o la raccolta di specie protette.
Per affrontarlo, un’Amministrazione ha diverse possibilità.
1. PIÙ CONTROLLI E MULTE EFFETTIVE.
Se il campeggio in spiaggia è vietato, deve essere sanzionato.
Lo stesso vale per l’abbandono dei rifiuti, l’accensione di fuochi e qualsiasi raccolta illegale di fauna marina.
LE REGOLE SERVONO SOLO SE VENGONO fatte RISPETTARE.
- CONTRIBUTO DI ACCESSO O DI SOSTA.
Alcune località hanno introdotto un ticket giornaliero o tariffe di parcheggio calibrate per finanziare pulizia, sicurezza e manutenzione.
È importante che il ricavato sia reinvestito nel territorio.
3. LIMITARE GLI ACCESSI NEI GIORNI DI MASSIMO AFFLUSSO.
Se alcune spiagge raggiungono la capacità massima, si può prevedere un sistema di prenotazione o un numero chiuso, come già avviene in diverse aree naturali. - AUMENTARE I SERVIZI.
Più cestini, raccolta frequente dei rifiuti, bagni pubblici e personale sulle spiagge riducono il degrado. - TUTELA DELL’AMBIENTE MARINO.
La raccolta indiscriminata di ricci, cozze e soprattutto dei datteri ha causato danni enormi in molte zone della costa pugliese. Oggi la pesca dei litofagi è vietata proprio perché distrugge irreversibilmente la roccia costiera, e servono controlli costanti per evitare il bracconaggio. - INCENTIVARE UN TURISMO DI QUALITÀ. Promuovere soggiorni più lunghi, eventi culturali, percorsi naturalistici e servizi che distribuiscano i visitatori su più giorni e in più periodi dell’anno può aumentare il valore economico senza aumentare necessariamente il numero delle persone.
Detto questo, bisogna fare attenzione a non attribuire automaticamente tutti i comportamenti scorretti a una categoria di visitatori o a una determinata provenienza geografica. Ci sono escursionisti rispettosi, e turisti che pernottano e lasciano comunque rifiuti.
Le politiche pubbliche funzionano meglio quando colpiscono i comportamenti, non l’origine delle persone.
Per una località come Vieste, probabilmente la combinazione più efficace sarebbe:
a. parcheggi a pagamento con tariffe adeguate nelle domeniche estive;
b. controlli severi contro campeggio abusivo e abbandono dei rifiuti;
c. multe elevate e realmente riscosse;
d. limite di capienza per le spiagge più delicate;
e. reinvestimento degli introiti in pulizia, vigilanza e tutela ambientale.
In questo modo si preserva un principio importante: il mare resta accessibile a tutti, ma chi lo utilizza contribuisce ai costi che genera e rispetta regole uguali per tutti.
L’obiettivo non dovrebbe essere scoraggiare chi viene in giornata, bensì impedire che pochi comportamenti incivili danneggino la qualità della vita dei residenti e l’ambiente costiero.
É GIUSTO CHE I RESIDENTI SOSTENGANO UNA PARTE DEI COSTI GENERATI DA MILIONI DI PRESENZE TURISTICHE?
Per quanto riguarda l’IMU, il Comune di Vieste applica nel 2025 l’aliquota ordinaria dell’1,06% (10,6 per mille) per la maggior parte degli immobili diversi dall’abitazione principale.
Si tratta del livello massimo ordinario previsto dalla normativa nazionale, ed è un’aliquota che molti comuni turistici adottano per aumentare il gettito. Quindi, dire che l’IMU a Vieste è alta è sostanzialmente corretto.
Anche sulla TARI molti cittadini lamentano importi elevati.
La ragione è abbastanza semplice: Vieste è una località balneare che in estate passa da circa 14.000 residenti a decine di migliaia di presenze. Il servizio di raccolta dei rifiuti deve essere dimensionato per il picco estivo, e i costi aumentano notevolmente.
Una parte di questi costi viene coperta dalle utenze non domestiche (hotel, ristoranti, stabilimenti), ma una quota ricade inevitabilmente anche sulle famiglie residenti.
Qui nasce una questione che molti viestani pongono: è giusto che i residenti sostengano una parte dei costi generati da milioni di presenze turistiche?
È una domanda legittima.
Se una parte consistente dei visitatori arriva in giornata, utilizza parcheggi, spiagge, servizi di pulizia e raccolta rifiuti, ma lascia un contributo economico limitato, il Comune si trova con costi elevati e risorse non sempre sufficienti.
Per questo molte località stanno introducendo strumenti come:
A. contributi di accesso;
B. parcheggi a pagamento ben organizzati;
C. imposta di soggiorno per chi pernotta (già diffusa in molte destinazioni);
D. controlli contro l’evasione dei tributi locali, così da distribuire meglio il carico fiscale.
In altre parole, il problema non è tanto che le tasse a Vieste siano alte “per scelta”, ma che il Comune deve finanziare servizi molto costosi per una città che, nei mesi estivi, ospita un numero di persone enormemente superiore ai residenti.
Il confronto tra Vieste e altre località turistiche pugliesi come Peschici, Monopoli, Polignano a Mare e Gallipoli per vedere se IMU e TARI sono effettivamente più elevate della media, sull’IMU Vieste non è un’eccezione: molti comuni turistici scelgono l’aliquota massima per finanziare servizi molto costosi durante la stagione estiva.
Per la TARI, il discorso è diverso. Le tariffe cambiano in base ai metri quadrati, al numero dei componenti del nucleo familiare e ai costi del servizio.
È difficile confrontare un solo numero, ma in generale Vieste è considerata tra i comuni con una TARI elevata, proprio perché:
1. in estate la popolazione aumenta di molte volte;
2. la raccolta rifiuti deve essere intensificata;
3. occorrono più mezzi, personale e pulizia delle spiagge;
4. il costo del servizio deve essere coperto quasi interamente dalla TARI, secondo la normativa vigente.
Il vero nodo è un altro.
Un residente di Vieste può avere la sensazione di pagare molto, perché finanzia una città che, per due o tre mesi l’anno, funziona come una località con decine di migliaia di persone.
Se una parte consistente dei visitatori arriva la domenica, utilizza spiagge, parcheggi, strade, raccolta rifiuti e servizi comunali, ma lascia un impatto economico limitato, è naturale che i residenti percepiscano uno squilibrio.
Per questo molti Amministratori di città turistiche stanno discutendo strumenti come:
a. contributi di accesso nei giorni di massimo afflusso;
b. parcheggi con tariffe più elevate per i visitatori giornalieri;
c. maggiore recupero dell’evasione tributaria;
d. investimenti finanziati dall’imposta di soggiorno.
L’obiettivo è far sì che chi genera i costi contribuisca maggiormente a sostenerli, alleggerendo il peso sui residenti.